Anthony Fauci, Wuhan e le ricerche sui coronavirus: cosa sta emergendo dalle indagini del Congresso americano

Anthony Fauci, Wuhan e le ricerche sui coronavirus: cosa sta emergendo dalle indagini del Congresso americano

Dalle ricerche “gain-of-function” alle sperimentazioni sugli animali: anni di documenti, finanziamenti e audizioni riaprono il dibattito sulla gestione della ricerca biologica americana e sulle origini del Covid-19

A più di sei anni dall’inizio della pandemia, il dibattito sulle origini del SARS-CoV-2 è tutt’altro che concluso.

Al centro delle indagini condotte negli Stati Uniti sono tornati il Wuhan Institute of Virology (WIV), l’organizzazione americana EcoHealth Alliance, i finanziamenti dei National Institutes of Health (NIH) e soprattutto Anthony Fauci, per quasi quarant’anni direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) e uno dei volti più conosciuti della risposta americana alla pandemia.

Il 29 luglio 2026 Fauci è comparso davanti alla Commissione per la Sicurezza Nazionale e gli Affari Governativi del Senato degli Stati Uniti, presieduta dal senatore repubblicano Rand Paul.

L’audizione ha avuto un risultato clamoroso: di fronte alle domande dei senatori, Fauci ha ripetutamente invocato il Quinto Emendamento della Costituzione americana, che tutela una persona dall’essere costretta a fornire dichiarazioni che potrebbero incriminarla.

È importante precisarlo: invocare il Quinto Emendamento non costituisce un’ammissione di colpevolezza.

Fauci ha sostenuto di essere oggetto di una campagna politica finalizzata, a suo giudizio, a perseguirlo penalmente. Rand Paul e altri senatori repubblicani ritengono invece che rimangano importanti domande senza risposta sulla gestione dei finanziamenti alla ricerca sui coronavirus e sulle comunicazioni avvenute all’interno delle istituzioni americane nei primi mesi della pandemia.

Il 6 agosto 2026 la commissione del Senato ha successivamente votato, lungo linee partitiche, per dichiarare Fauci in contempt of Congress, aprendo un ulteriore capitolo dello scontro politico e giudiziario.

Il punto di partenza: cosa veniva studiato a Wuhan?

Prima della pandemia il Wuhan Institute of Virology conduceva da anni ricerche sui coronavirus presenti nei pipistrelli.

Una parte di queste attività era collegata a un progetto finanziato dal governo statunitense attraverso i NIH e assegnato all’organizzazione non profit americana EcoHealth Alliance, che a sua volta collaborava con ricercatori del laboratorio di Wuhan.

Lo scopo generale di queste ricerche era comprendere quali coronavirus presenti negli animali avessero la capacità potenziale di infettare l’uomo e rappresentare quindi una minaccia pandemica.

Ed è proprio qui che nasce uno dei punti più controversi dell’intera vicenda.

Il problema del “gain-of-function”

Con l’espressione gain-of-function, o “guadagno di funzione”, vengono indicate in senso ampio ricerche nelle quali un organismo può acquisire nuove caratteristiche biologiche.

Nel campo della virologia alcune sperimentazioni possono comportare modificazioni che permettono di studiare caratteristiche come capacità di replicazione, adattamento a determinati organismi o interazione con cellule e recettori.

Non tutte le ricerche definite genericamente gain-of-function sono automaticamente pericolose. Esiste però una categoria particolarmente delicata di esperimenti che può aumentare caratteristiche di agenti patogeni e che, proprio per questo, è sottoposta a controlli di biosicurezza molto più rigorosi.

Il significato preciso del termine è diventato fondamentale nello scontro tra Fauci e il senatore Rand Paul.

Durante precedenti audizioni al Senato, Fauci aveva respinto l’affermazione secondo cui i NIH avessero finanziato a Wuhan ricerche gain-of-function nel significato previsto dal quadro normativo federale americano.

Paul ha invece sostenuto per anni una diversa interpretazione delle sperimentazioni finanziate.

Una parte importante della controversia nasce quindi anche dalla definizione tecnica e regolatoria di gain-of-functionutilizzata dalle diverse parti.

EcoHealth Alliance e i controlli giudicati insufficienti

Su un elemento, però, esistono conclusioni ufficiali molto più nette.

Nel 2023 l’Office of Inspector General del Dipartimento della Salute americano pubblicò un’indagine sui finanziamenti NIH destinati a EcoHealth Alliance.

L’organismo di controllo concluse che i NIH non avevano monitorato efficacemente alcuni finanziamenti e che EcoHealth non aveva rispettato tempestivamente diversi obblighi.

Secondo l’Inspector General, questi problemi avevano prodotto occasioni mancate per esercitare un controllo adeguato sulle attività finanziate.

Si tratta di un elemento importante perché dimostra che le polemiche sulla supervisione dei finanziamenti non derivano esclusivamente dallo scontro politico tra Fauci e Rand Paul: sono state rilevate anche carenze amministrative e di controllo da parte di un organismo ispettivo federale.

Ma il Covid-19 è stato creato in laboratorio?

Qui è indispensabile separare ciò che sappiamo da ciò che rimane un’ipotesi.

Il fatto che a Wuhan venissero studiati coronavirus dei pipistrelli non dimostra automaticamente che SARS-CoV-2 sia stato creato in quel laboratorio.

E non esiste, allo stato attuale delle informazioni pubblicamente disponibili, una prova conclusiva che dimostri che SARS-CoV-2 sia stato deliberatamente progettato e successivamente rilasciato.

La questione dell’incidente di laboratorio, però, è diversa dalla teoria della creazione intenzionale di un virus.

Un virus studiato, raccolto o manipolato in laboratorio potrebbe teoricamente fuoriuscire accidentalmente senza essere stato progettato come arma biologica.

Ed è proprio questa possibilità che continua ad essere oggetto delle indagini americane.

L’OMS: origine naturale più sostenuta dalle prove, ma il caso non è chiuso

Nel giugno 2025 lo Scientific Advisory Group for the Origins of Novel Pathogens dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato una nuova valutazione sulle origini di SARS-CoV-2.

La conclusione dell’OMS è significativa.

Secondo il gruppo scientifico, il peso delle prove attualmente disponibili favorisce un passaggio zoonotico, cioè la trasmissione del virus dagli animali all’uomo, direttamente dai pipistrelli oppure attraverso un ospite intermedio.

Ma l’OMS ha contemporaneamente riconosciuto un problema fondamentale: non sono stati messi a disposizione tutti i dati necessari per valutare completamente l’ipotesi di un incidente di laboratorio.

Per questo motivo l’ipotesi non può essere definitivamente esclusa.

La posizione scientificamente corretta, quindi, non è affermare che la fuga dal laboratorio sia stata dimostrata, ma neppure sostenere che ogni possibile scenario di laboratorio sia stato definitivamente eliminato.

Le sperimentazioni sugli animali finanziate dal NIAID

Parallelamente alle polemiche su Wuhan, negli Stati Uniti è esplosa un’altra controversia relativa ad alcune sperimentazioni finanziate dal NIAID durante gli anni della direzione Fauci.

Tra le più discusse vi sono quelle condotte sui beagle.

Documenti e rapporti successivamente diventati oggetto di polemica politica hanno riguardato esperimenti nei quali cani venivano utilizzati per ricerche su malattie infettive, farmaci e altri processi patologici.

Uno dei casi diventati simbolo della controversia riguardava beagle utilizzati in studi sulle mosche della sabbia e sulla leishmaniosi.

Le immagini degli animali sottoposti agli esperimenti provocarono una forte reazione dell’opinione pubblica americana.

Altre ricerche condotte o finanziate nell’ambito delle attività NIH hanno utilizzato cani come modelli sperimentali per studiare infezioni e condizioni come sepsi e shock settico.

La polemica divenne talmente grande da essere soprannominata negli Stati Uniti “Beaglegate”.

Va però fatta una distinzione importante: affermare che Fauci abbia personalmente progettato o materialmente condotto questi esperimenti sarebbe scorretto.

La contestazione riguarda soprattutto la responsabilità istituzionale e l’approvazione dei finanziamenti da parte del NIAID durante la sua direzione.

Fauci ha spiegato in passato che aveva autorizzato finanziamenti per programmi che avevano superato il processo di peer review.

Anche esperimenti sui gatti

La controversia non si è limitata ai cani.

Un rapporto pubblicato dal senatore Rand Paul ha evidenziato finanziamenti NIAID e USDA per circa 2,24 milioni di dollari destinati a ricerche sul Covid-19 che coinvolgevano gatti.

Anche in questo caso bisogna distinguere il fatto documentato — l’esistenza di finanziamenti federali per sperimentazioni animali — dal linguaggio politico utilizzato dagli oppositori di Fauci per descrivere queste attività.

La sperimentazione animale è stata per decenni parte della ricerca biomedica internazionale, ma oggi è oggetto di un crescente dibattito scientifico ed etico sulla possibilità di sostituirla con organoidi, modelli cellulari avanzati, simulazioni e altri sistemi sperimentali.

Il ritorno di Fauci davanti al Senato nel 2026

Il 29 luglio 2026 la vicenda ha assunto una dimensione completamente nuova.

Fauci è stato convocato davanti al Senate Homeland Security and Governmental Affairs Committee.

La commissione voleva interrogarlo su diversi aspetti della gestione della pandemia e delle discussioni sulle sue origini.

Ma Fauci ha scelto di non rispondere a numerose domande, appellandosi al diritto costituzionale contro l’auto-incriminazione.

La scelta ha provocato un durissimo confronto con Rand Paul.

Paul sostiene da anni che Fauci debba rispondere delle dichiarazioni rese precedentemente al Congresso e del ruolo delle istituzioni americane nel finanziamento delle ricerche sui coronavirus.

Fauci respinge questa ricostruzione e sostiene invece di essere diventato l’obiettivo di una campagna politica.

Il caso ha raggiunto un nuovo livello il 6 agosto 2026, quando la commissione ha votato per dichiararlo in contempt of Congress.

Il voto è avvenuto lungo linee partitiche, dimostrando quanto la vicenda rimanga anche profondamente politica.

Una domanda fondamentale: chi deve controllare la ricerca ad alto rischio?

Al di là dello scontro Fauci-Paul, l’intera vicenda solleva una questione molto più importante.

Chi controlla gli esperimenti potenzialmente pericolosi?

La ricerca sui virus è indispensabile per comprendere e prevenire future epidemie.

Studiare come un virus possa adattarsi a nuove specie può aiutare gli scienziati a identificare minacce prima che diventino pandemie.

Ma la stessa ricerca può comportare rischi.

Se un esperimento aumenta determinate caratteristiche di un agente patogeno, le conseguenze di un incidente di laboratorio potrebbero essere enormi.

Per questo negli Stati Uniti è cresciuta la richiesta di creare sistemi di controllo indipendenti per le ricerche biologiche considerate particolarmente rischiose.

Nel luglio 2024 lo stesso Senato aveva dedicato un’audizione bipartisan proprio al problema della supervisione della ricerca ad alto rischio.

Cosa sappiamo realmente

Dopo anni di documenti, audizioni e indagini, alcuni punti possono essere considerati documentati:

  • gli Stati Uniti hanno finanziato attraverso NIH progetti di EcoHealth Alliance relativi allo studio dei coronavirus;
  • una parte di tali attività coinvolgeva il Wuhan Institute of Virology;
  • esiste una controversia scientifica e normativa sulla classificazione di alcune di queste ricerche come gain-of-function;
  • l’Inspector General del Dipartimento della Salute ha riscontrato carenze nel monitoraggio dei finanziamenti NIH ed EcoHealth;
  • durante gli anni della direzione Fauci, NIAID ha finanziato numerosi programmi di sperimentazione animale, alcuni dei quali hanno provocato fortissime contestazioni;
  • Fauci ha testimoniato ripetutamente davanti al Congresso sulle ricerche di Wuhan;
  • il 29 luglio 2026 ha invocato ripetutamente il Quinto Emendamento durante una nuova audizione del Senato;
  • il 6 agosto una commissione del Senato ha votato per dichiararlo in contempt of Congress;
  • l’origine definitiva di SARS-CoV-2 non è stata ancora dimostrata in maniera conclusiva.

Ciò che invece NON è stato dimostrato

Non esistono al momento prove pubbliche definitive che consentano di affermare come fatto accertato che:

Anthony Fauci abbia creato SARS-CoV-2;

Fauci abbia ordinato la creazione del virus responsabile della pandemia;

SARS-CoV-2 sia stato deliberatamente prodotto come arma biologica;

oppure che

la pandemia sia stata intenzionalmente provocata.

Sono affermazioni molto diverse dall’esistenza documentata di finanziamenti americani per ricerche sui coronavirus e devono essere trattate separatamente.

Il vero scandalo potrebbe essere la mancanza di trasparenza

A distanza di anni, forse l’aspetto più inquietante dell’intera vicenda non consiste nell’avere già una risposta definitiva, ma proprio nel fatto che quella risposta ancora non esista.

Milioni di persone sono morte durante la pandemia e il mondo ha subito conseguenze sanitarie, economiche e sociali enormi.

Eppure rimangono informazioni mancanti, documenti controversi, interpretazioni opposte e domande sulle modalità con cui venivano controllate alcune ricerche biologiche ad alto rischio.

Il confronto americano su Anthony Fauci non riguarda quindi soltanto un uomo.

Riguarda il rapporto tra scienza, potere politico, finanziamenti pubblici, biosicurezza e trasparenza.

Se SARS-CoV-2 derivasse da un evento zoonotico naturale, comprenderne esattamente il percorso sarebbe fondamentale per impedire la prossima pandemia.

Se invece emergessero prove di un incidente collegato alla ricerca scientifica, sarebbe altrettanto fondamentale conoscere ogni dettaglio per evitare che possa accadere nuovamente.

È per questo che l’indagine sulle origini del Covid-19 non dovrebbe essere una battaglia tra fazioni politiche.

Dovrebbe essere soprattutto una questione di prove, documenti e responsabilità.

E dopo oltre sei anni, la domanda fondamentale rimane ancora aperta:

come è realmente iniziata la pandemia che ha cambiato il mondo?

Fonti principali

Senate Committee on Homeland Security and Governmental Affairs, Testimony of Anthony Fauci, audizione del 29 luglio 2026.

Reuters, resoconto dell’audizione di Anthony Fauci davanti al Senato USA, 29-30 luglio 2026.

U.S. Department of Health and Human Services – Office of Inspector General, rapporto sulla supervisione NIH/EcoHealth Alliance, gennaio 2023.

World Health Organization – Scientific Advisory Group for the Origins of Novel Pathogens (SAGO), Independent Assessment of the Origins of SARS-CoV-2, giugno 2025.

U.S. House Select Subcommittee on the Coronavirus Pandemic, testimonianze e trascrizioni di Anthony Fauci, 2024.

U.S. Senate Homeland Security and Governmental Affairs Committee, audizioni sulla supervisione delle ricerche gain-of-function.

Rapporto Festivus 2024, Office of Senator Rand Paul, per le contestazioni relative alle sperimentazioni animali.

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