UFO a Scandicci: analisi tecnica del video ripreso nella zona di Univergomma

Fotogrammi a 3 e 60 secondi con la sorgente luminosa evidenziata.

Un video notturno ripreso nella zona di Univergomma a Scandicci, in provincia di Firenze: esame dei metadati, della sorgente luminosa e del movimento rispetto allo sfondo. Il video ci è stato fornito dal Sig. Franco A.

Relazione del 21 ottobre 2026. Analisi tecnica della copia video messa a disposizione per l’esame; il dispositivo di ripresa non è stato esaminato. Luogo indicato dall’autore della segnalazione: vicino a Univergomma SpA, Via di Castelpulci 12/C, Scandicci (Firenze). La localizzazione non è verificata dai metadati. Data, ora, direzione di osservazione e dispositivo non sono disponibili.

Valutazione conclusiva

Il filmato documenta una piccola sorgente luminosa non identificabile con certezza. Non fornisce evidenza positiva di una traiettoria anomala, di accelerazioni eccezionali o di una struttura tecnologica insolita. Nel tratto in cui è possibile confrontare quantitativamente la sorgente con un riferimento dello sfondo, gran parte del movimento nell’immagine è comune a entrambi ed è quindi coerente con il movimento della videocamera.

Una sorgente lontana con posizione angolare quasi stabile — per esempio un astro o una luce terrestre distante — è una spiegazione plausibile da verificare per prima. Un velivolo osservato in condizioni di basso moto angolare o un drone non sono esclusi. Non è possibile assegnare probabilità numeriche attendibili alle alternative. «Non identificato» descrive il limite dell’identificazione e non dimostra un’origine straordinaria.

1. File e metadati

Proprietà Risultato
File esaminato UFO SCANDICCI.mp4
Dimensione 5.148.102 byte, circa 5,15 MB
Contenitore MP4; major brand mp42, compatibilità mp42/isom
Durata video 79,3524 s
Video H.264/AVC, 478 × 850 pixel, verticale
Fotogrammi decodificati 2.353
Frequenza media circa 29,653 fotogrammi/s
Temporizzazione variabile; durata dei campioni circa 33,23–108,82 ms
Bitrate video medio circa 259,9 kbit/s
Colore dichiarato BT.709; range video limitato
Audio AAC stereo, 48 kHz, circa 255,8 kbit/s; durata 79,252 s
Data, GPS, marca/modello non disponibili nei metadati esaminati

I campi di creazione/modifica delle intestazioni MP4 esaminate sono azzerati: non rappresentano una data di ripresa utilizzabile. La data del file temporaneo recuperato non va confusa con quella dell’evento. La risoluzione ridotta e il bitrate video basso limitano il dettaglio e sono compatibili con un’esportazione compressa; non dimostrano quale applicazione abbia elaborato il file, né quante ricompressioni abbia subito.

SHA-256 del file esaminato:

9d89753823c4821e2be8d9bcf275741f501e32b79351cfc149b1f810d2a11c3f

L’hash identifica questa copia per confronti successivi; non certifica l’autenticità della scena. Tutti i 2.353 fotogrammi sono stati decodificati senza un errore bloccante dal decoder software. La lettura del contenitore non segnala errori strutturali. Questi controlli non costituiscono una certificazione di assenza di montaggi o manipolazioni.

2. Metodo e osservazioni

Sono stati esaminati visivamente 80 fotogrammi distribuiti lungo l’intero video, circa uno al secondo, con ulteriori ritagli della sorgente. Su tutti i fotogrammi è stata estratta una misura automatica della posizione e dell’estensione della luce. Le analisi quantitative riportate di seguito si concentrano sulla parte ingrandita, da 12 s in poi. Il campionamento visivo non equivale all’ispezione manuale individuale di ogni fotogramma. L’audio è stato caratterizzato tecnicamente, ma non è stato utilizzato per identificare la sorgente né sottoposto ad analisi acustica o trascrizione.

I tempi delle figure sono quelli effettivi di presentazione del primo fotogramma disponibile al secondo richiesto o immediatamente successivo. Le coordinate sono in pixel: origine in alto a sinistra, x verso destra, y verso il basso. Gli indici dei fotogrammi partono da zero.

Tratto Osservazione
0–circa 2 s Inquadratura notturna ampia, lampioni, edificio illuminato, recinzione e vegetazione. La sorgente è un punto molto piccolo sopra il profilo scuro dello sfondo.
Circa 2–12 s Progressivo aumento della scala dell’immagine e ricomposizione. Crescono anche gli elementi terrestri: l’aumento delle dimensioni della luce non dimostra un avvicinamento della sorgente.
12–circa 53 s Sorgente mantenuta vicino al centro; macchia chiara prevalentemente allungata in orizzontale, con forma, alone e colore variabili. Lo sfondo è poco leggibile.
Circa 54–61 s Un riferimento luminoso basso nell’inquadratura permette il confronto locale del movimento.
Circa 62–79 s L’inquadratura continua a variare; il riferimento basso diventa parziale o esce dal campo, riapparendo verso la fine. La sorgente è ancora presente alla fine della registrazione.
Contesto e sorgente evidenziata
Contesto e sorgente evidenziata

3. Traiettoria: che cosa si può misurare

Nel tratto da 12 s alla fine, il centro luminoso misurato occupa approssimativamente x = 192–262 pixel e y = 298–461 pixel. Questo è il movimento nel fotogramma, che comprende puntamento, tremolio, eventuale stabilizzazione e moto della sorgente: non è una traiettoria nello spazio.

Il confronto più affidabile disponibile usa il piccolo riferimento luminoso dello sfondo visibile intorno a 54–61 s. È stato confrontato un ritaglio di 50 × 55 pixel del riferimento a circa 60 s con i fotogrammi vicini mediante correlazione normalizzata, senza usare la sorgente da identificare per l’allineamento. La correlazione dei campioni a un secondo in quel tratto è circa 0,87–1,00. Il valore indica somiglianza dei ritagli e non è una probabilità di correttezza.

Da 54,026 a 59,025 s Δx Δy
Sorgente +28,7 px −31,9 px
Riferimento sullo sfondo +32 px −30 px
Differenza sorgente meno riferimento −3,3 px −1,9 px

Negli otto campioni tra circa 54 e 61 s la separazione sorgente–riferimento varia complessivamente di circa 4,7 pixel in orizzontale e 3,7 in verticale. È una dispersione osservata, non una barra d’errore calibrata. Sfocatura, deformazione della macchia luminosa, rotazione della videocamera e incertezza del riferimento impediscono di interpretare i pochi pixel residui come una misura precisa del moto autonomo.

Questo confronto sostiene un movimento prevalentemente dovuto alla ripresa in quel tratto. Non prova l’immobilità assoluta della sorgente per tutti i 79 secondi. Un tentativo di registrazione affine sull’intero sfondo scuro ha restituito deformazioni instabili ed è stato scartato dalle conclusioni quantitative. Il riferimento luminoso non è seguibile in modo affidabile quando esce dall’inquadratura; non sono stati interpolati quei passaggi come se fossero misure reali.

Non si possono ricavare velocità in km/h, accelerazioni, quota, distanza o dimensioni fisiche: mancano calibrazione del campo visivo e dello zoom, distanza e geometria di osservazione. La distinzione tra movimento apparente e reale è anche un problema metodologico generale discusso nel documento AARO su prospettiva e parallasse; questa citazione non identifica il caso di Scandicci.

Confronto del movimento tra sorgente e sfondo
Confronto del movimento tra sorgente e sfondo

4. Forma, colore e artefatti ottici

Da 12 s alla fine, la macchia luminosa ha un’estensione mediana di circa 23 × 11 pixel, misurata sopra metà del contrasto tra picco e sfondo locale. Gli estremi misurati sono 19–36 pixel in larghezza e 7–24 in altezza. È la dimensione dell’immagine luminosa, non quella di un eventuale oggetto. L’area informativa effettiva può essere inferiore al numero di pixel quando intervengono ingrandimento e ricampionamento.

Non sono risolti contorni solidi, ali, eliche, finestre o altre strutture identificabili. Il passaggio tra sagoma ovale, appiattita e vagamente triangolare non dimostra cambiamenti di forma fisica. Sono presenti aloni e bordi colorati, ma non un insieme di luci distinte identificabile con sicurezza come sistema di navigazione.

Le spiegazioni strumentali compatibili comprendono sfocatura, micromosso, ricampionamento durante l’ingrandimento, elaborazione del dispositivo e compressione. Dal file non si può separare quantitativamente il contributo di ciascuna, né stabilire quanto dello zoom sia ottico o digitale. Le variazioni di colore possono anche essere influenzate dall’atmosfera se si tratta di un astro: la turbolenza altera l’immagine delle sorgenti astronomiche, come descritto dall’ESO. Qui tale causa resta un’ipotesi, non una misura.

Non è corretto attribuire automaticamente la forma alla saturazione: dopo 12 s il picco in scala di grigi misurato è circa 85–174 su 255 e non mostra clipping a 255 nel video decodificato. Ciò non ricostruisce l’esposizione del sensore originale o le trasformazioni subite prima dell’esportazione.

Il lampione inizialmente in campo produce un evidente alone luminoso. Riflessi interni dell’ottica possono generare immagini fantasma in presenza di sorgenti intense, come riportato nella documentazione Nikon. Per la luce al centro del video, però, non è stata dimostrata una relazione geometrica con un lampione. La persistenza durante la ricomposizione e la quasi costanza rispetto allo sfondo nel tratto misurabile rendono ragionevole considerare una sorgente della scena; non escludono rigorosamente un riflesso.

Ritagli della sorgente ingranditi senza ricostruzione
Ritagli della sorgente ingranditi senza ricostruzione

I ritagli sono ingranditi 6× per semplice replica dei pixel, senza nitidezza artificiale, interpolazione generativa o ricostruzione di dettagli. Le tavole di contesto mantengono i pixel originali e aggiungono soltanto indicazioni grafiche.

5. Ipotesi alternative

Ipotesi Elementi compatibili Limite o verifica necessaria
Stella o pianeta luminoso Lunga persistenza, posizione angolare poco variabile nel tratto confrontabile, immagine non risolta e aloni variabili. Mancano data, ora, azimut ed elevazione. Non è possibile nominare Venere, Giove, Sirio o un altro astro in modo motivato.
Luce terrestre distante, anche elevata Stabilità rispetto al paesaggio; la proiezione sopra un profilo scuro non dimostra che la sorgente sia in volo. Servono direzione e riconoscimento del panorama, eventualmente una ripresa diurna dallo stesso punto.
Aereo o elicottero distante Una luce intensa può dominare l’immagine; un moto quasi lungo la linea di vista può produrre poco spostamento angolare. Non sono risolti una sagoma o un pattern luminoso diagnostico. Nessun confronto con traffico aereo è possibile senza orario.
Drone Una posizione quasi stazionaria e una sorgente luminosa sono compatibili. Il video non risolve il mezzo e non consente una stima della distanza: non ci sono elementi per preferirlo con sicurezza.
Pallone o lanterna Possibile in astratto per una sorgente lenta. Non si riconoscono involucro, fiamma o deriva caratteristica. Ipotesi scarsamente caratterizzata dal filmato.
Satellite o meteora Non sono verificabili senza geometria e orario. Una meteora ordinaria è poco compatibile con la persistenza per l’intera durata; manca un attraversamento evidente che favorisca un satellite in transito. Non è un’esclusione di qualsiasi oggetto orbitale.
Riflesso ottico Sono presenti sorgenti intense e aloni nel campo iniziale. Nessuna corrispondenza geometrica dimostrata con una sorgente primaria; ipotesi aperta, non accertata.
Fenomeno o tecnologia insoliti Nessuna caratteristica specifica misurata li richiede. L’identità irrisolta non costituisce evidenza positiva per questa interpretazione.

6. Limiti probatori e passi decisivi

La copia disponibile è un singolo video monoculare compresso, privo di metadati di acquisizione utili. Non sono disponibili una seconda vista, misure di distanza, calibrazione, condizioni meteorologiche documentate o una registrazione precedente all’inizio e successiva alla fine. Il nome del file non autentica il luogo. Non è stata svolta una perizia forense completa su autenticità, montaggio o provenienza. La mancanza di dati calibrati e metadati è un limite generale ben evidenziato anche dal rapporto NASA sugli UAP.

Le informazioni più utili per restringere le ipotesi sono: data e ora con fuso e precisione stimata; posizione esatta dell’operatore e direzione della ripresa; file direttamente esportato dal dispositivo senza passaggi di messaggistica; modello del dispositivo e impostazioni/zoom; fotografia diurna dello stesso panorama. Con questi dati si possono effettuare confronti astronomici, geografici e, quando disponibili, aeronautici. La sola vicinanza a una zona aeroportuale non identifica una luce come aereo.

Il livello di certezza è elevato per le proprietà del file, moderato per la conclusione locale che il movimento osservato sia soprattutto condiviso con la videocamera, e basso per l’identità della sorgente. Conclusione operativa: luce non identificata; anomalia fisica non dimostrata.

Allegati e riproducibilità

Scarica la relazione con i fotogrammi e le misure (archivio ZIP, circa 1 MB). L’archivio contiene i seguenti file.

  • 01_contesto_annotato.png: inquadratura ampia e sorgente ingrandita, con tempi.
  • 02_ritagli_6x.png: sei ritagli a pixel replicati.
  • 03_confronto_movimento.png: confronto sorgente–sfondo.
  • misure_luce.csv: centro, estensione e intensità per ogni fotogramma; le intensità sono valori digitali, non fotometria calibrata.
  • riferimento_sfondo.csv: campioni del confronto locale accettati, più il campione finale a circa 79 s; non è una traccia continua.
  • fotogrammi_originali/: dieci fotogrammi decodificati senza annotazioni.
  • dati_tecnici.txt: hash e dati del contenitore; metadati_media.txt: caratteristiche delle tracce.

Il centro della sorgente è un baricentro pesato sul contrasto in una finestra locale di 51 × 37 pixel, usando il segnale sopra il 20% del contrasto di picco. L’estensione è il rettangolo dei pixel sopra il 50% del contrasto di picco. Sono misure riproducibili dell’immagine codificata, soggette alla scelta di soglia e alla sfocatura; le cifre decimali nei CSV non implicano una precisione fisica equivalente. La ricerca del picco è limitata alla regione che contiene la sorgente nei campioni ispezionati. Non è stata applicata una stabilizzazione generativa.

Relazione elaborata con assistenza di strumenti di analisi automatica e intelligenza artificiale. Le conclusioni si riferiscono esclusivamente alla copia esaminata e non costituiscono una perizia forense certificata.

VIDEO ORIGINALE

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